Quaderni del Majorana

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Numero1
La terra inespugnabile secondo Verrastro
 
di Agnese Sinisi
 
 
Il saggio di Donato Verrastro [1] è dedicato alla legge speciale per la Basilicata del 1904, primo esempio di intervento pubblico in una provincia meridionale che segnava una significativa discontinuità per lo Stato liberale italiano, caratterizzato da uniformità amministrativa e legislativa.
 
Preceduto da un ampio dibattito pubblico sulla situazione della Basilicata, da inchieste e da una visita del presidente Zanardelli nella regione, il provvedimento legislativo - come scrive Verrastro - aveva “l'intento di espugnare i vincoli geografici e culturali che in Basilicata avevano inibito ogni minima ipotesi di sviluppo”. Era il riconoscimento della questione meridionale; nello stesso anno fu approvata la legge speciale per Napoli, negli anni successivi furono varate altre leggi per la Calabria e altre province meridionali.
 
Qui si vuole evidenziare lo stile lineare di Verrastro. Si tratta di un elemento non secondario in un buon saggio storico, che si aggiunge a due aspetti scientificamente rilevanti e innovativi rispetto alla letteratura meridionalistica e a larga parte della storiografia novecentesca sulla legislazione speciale:
1) Il primo elemento è l'utilizzazione di una fonte diretta, gli atti del Commissariato civile conservati presso l'Archivio di Stato di Potenza, poco conosciuti e utilizzati dagli storici.
Il Commissariato era un  organismo amministrativo istituito dalla stessa legge del 1904 per  coordinare i vari settori di intervento e realizzare le opere pubbliche previste. Dunque, si tratta di fonti  fondamentali per valutare l’applicazione della legge e i risultati dell'intervento pubblico. In altri termini,  permette di considerare “come andarono effettivamente le cose”.
2) Questo  ritorno, per così dire, ad un principio della storiografia positivistica è il secondo importante  elemento, perché  spesso non si considerano i dati storici reali sul Mezzogiorno.  In particolare, le leggi speciali sono state valutate negativamente sulla base dei giudizi politici dei contemporanei o dei  pregiudizi ideologici sull'intervento statale. Come mostra Verrastro per la legge sulla Basilicata, i dati indicano la realizzazione di buona parte delle opere pubbliche.
 
Preme infine osservare che la ricerca di Donato Verrastro è salutare per la storiografia sul Mezzogiorno, considerando le prospettive prevalenti negli ultimi anni basate su categorie ideologiche o su artificiosi calcoli statistici (basti considerare i recenti dibattiti tra alcuni storici economici sul PIL del Mezzogiorno ottocentesco). Da questo punto di vista, il saggio  si ricollega alla  migliore stagione storiografica meridionale della seconda metà del ‘900: le “scuole” dei maestri (Gabriele De Rosa, Pasquale Villani, Giuseppe Galasso e, per la storiografia socio-economica, Domenico Demarco e Luigi De Rosa) e, a partire dalla seconda metà gli anni Ottanta, le proposte innovative della rivista “Meridiana” diretta da Piero Bevilacqua (che introduce il libro di Verrastro).


 
 



[1] D. Verrastro, La terra inespugnabile. Un bilancio della legge speciale per la Basilicata tra contesto locale e dinamiche nazionali (1904-1923), Il Mulino, Bologna 2011, pp. 328.
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