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La luna tra i calanchi, sogno e visione di Franco Arminio
 
 
 
di Marzia Morace
 
 
 
 
Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in provincia di Avellino. Scrittore, poeta, regista e paesologo, Arminio quasi giornalmente va a fare visita ai piccoli comuni della sua zona, cammina, osserva, chiacchiera e spesso consuma il suo pranzo, un panino imbottito, quando lo trova, seduto su una panchina. Dopo anni di scrittura ha inventato una nuova scienza: la paesologia. Ha, inoltre, concepito “La casa della paesologia” a Trevico e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.
 
 
Ed è proprio di Aliano che Arminio parla nel suo saggio La luna e i calanchi che inaugura Basilicata d’autore. Reportage narrativo e guida culturale del territorio, libro collettivo pubblicato nel mese di settembre 2017 da Manni. Il volume è un vademecum d’autore, la narrazione dei luoghi più significativi della Basilicata affidata a intellettuali e personaggi celebri del territorio. Ne viene fuori una lettura antropologica e allo stesso tempo un documento di conoscenza reale e approfondita della Regione. In Basilicata d’autore ogni scrittore racconta un luogo.
 
 

Franco Arminio ci parla di Aliano e dei calanchi, già protagonisti di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. I calanchi sono il risultato dell’erosione del terreno da parte dell’acqua e hanno un aspetto lunare, con sculture d’argilla, profondi burroni, dune bianche, terra fragile sulla quale sono nati piccoli borghi permanentemente minacciati dalle frane. Tra questi borghi c’è Aliano. Arminio scrive che l’Italia dovrebbe risorgere partendo dai luoghi che ha trascurato, posti, per l’appunto, come Aliano. Non bisogna pensare a una cultura che porti solo economia, la cultura dovrebbe produrre emozioni. Aliano e la Lucania emozionano perché in qualche modo la tradizione e tutto ciò che la caratterizzava anni fa non sono stati spazzati via. Aliano è uno dei paesi dell’Appennino dove la globalizzazione e la modernità sono arrivate ma non hanno prodotto effetti devastanti. In questi paesi sembra che il tempo rallenti.
 

 
Certo, come tanti altri borghi appenninici, Aliano vive la disperazione, perché si ritiene che un giorno non molto lontano scomparirà per sempre, dato che i giovani vanno via per studiare, la maggior parte delle volte per non tornare. E quindi Aliano diventa il paese dei ricordi legati all’infanzia trascorsa in quel paesaggio lunare o alle lacrime sulle guance della mamma quando l’hai salutata. Sono davvero pochi i giovani che prima di partire costruiscono un progetto in funzione del loro paese. Tuttavia non è detto che questa tendenza sia irreversibile. Luoghi come Aliano, con la loro singolare bellezza, potrebbero rappresentare un’alternativa a un certo tipo di vita moderna, a volte incivile e disumana. La politica potrebbe dare una mano.
 
 
Un pensiero fiorente nelle parole di Arminio è il desiderio che la poesia possa governare il mondo con la politica. Ad Aliano il paesologo ha dimostrato che questo è possibile: «Poesia e politica possono avere qualche forma di adiacenza». Arminio afferma che la paesologia è la mescolanza di poesia e impegno civile. Dice che noi italiani siamo molto ricchi. L’Italia è un’opera d’arte a cielo aperto, diffusa in ogni territorio, dal Nord al Sud. Non un museo, perché il museo sa tanto di qualcosa che non c’è più. L’Italia, invece, è viva e la sua arte è radicata tra la gente, nel paesaggio, nella storia, in un passato che si rinnova nei gesti quotidiani e nelle tradizioni (l’Italia è il Paese con più centri storici al mondo). Basta girare la nostra penisola per scoprire la bellezza senza eguali delle migliaia di paesi sparpagliati tra le colline, nelle campagne, lontani dai grandi centri, ciascuno con una propria caratteristica, un dialetto, un artigianato, un’arte culinaria da salvare e valorizzare.
 
 
La luna e i calanchi è un testo che si legge d’un fiato, scritto con una lingua semplice ma ambiziosa, piena di significato e di poesia. L’idea che poesia e politica possano governare il mondo insieme è un filo rosso che riannoda desideri e aspettative. La lettura antropologica di Aliano fa pensare alla realtà di molti paesini dell’Appennino. Aliano non è certo l’unico borgo da cui i giovani fuggono. Per la maggior parte dei paesi della Lucania che si stanno svuotando a vista d’occhio il fenomeno è una piaga. Ma qui si vuole dare spazio alla speranza e alle parole di Arminio: «I paesi non moriranno. I paesi saranno le capitali del mondo».
 
 
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