La lucanica di Picerno - Quaderni del Majorana

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La lucanica di Picerno

Numero1
La lucanica di Picerno e i limiti del marketing
 
di Luciana D’Oria e Vittoria Moles
 
 
Il libro La Lucanica di Picerno [1] delinea la storia di uno dei più rinomati prodotti alimentari della tradizione lucana. L’autore, l’economista Ettore Bove, evidenzia le caratteristiche dello squisito salume a partire dalle sue origini tramandateci dalle fonti fin dall’epoca romana (Varrone, Cicerone, Apicio, Marziale). Pertanto la lucanica di Picerno, oltre a rappresentare un portato tipico della nostra terra, ci aiuta a ricostruire il passato e la cultura della Lucania. A tale riguardo, incuriosisce leggere che il maiale un tempo era oggetto di un vero e proprio culto, apprendere che una famiglia veniva definita benestante se ne possedeva uno.
 
Il Platano, Picerno e la Basilicata ospitano la produzione e la diffusione della popolare salsiccia, realizzata secondo i metodi originari. Purtroppo, come spesso accade per i nostri beni, nonostante la qualità e il nobile bagaglio storico, la lucanica è davvero poco nota al di fuori della Basilicata, poco valorizzata e poco conosciuta anche dagli stessi lucani che non cercano di farla apprezzare oltre i confini della Regione. Come per qualsiasi altro prodotto, per dare prestigio a questo salume, le sue origini, la sua qualità e le sue caratteristiche territoriali devono essere fatte conoscere al consumatore, in modo che emergano le sue proprietà uniche e quindi le ragioni del suo fascino. L’organizzazione di eventi, di sagre e degustazioni è indispensabile per questo scopo, per far sì che la lucanica di Picerno possa irrompere nel mercato, con le conseguenti ricadute sul piano economico. Di tutto questo parla il libro del professor Bove.
 




[1] E. Bove, La Lucanica di Picerno, EditricErmes, Potenza 2015, pp. 64.
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