Anima mundi - Quaderni del Majorana

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Anima mundi

 
 
Anima mundi, ritratto di una grande poeta dell’Alto Bradano
 
 
di Mariella Grasso
 
 
 
 
Con il testo Anima mundi. La scrittura di Anna Santoliquido (Aviapervia, Oppido Lucano 2017) abbiamo due scrittrici, una è Francesca Amendola, autrice del volume, l’altra è Anna Santoliquido, poetessa, anzi, poeta, come lei ama definirsi. Entrambe lucane, entrambe prolifiche di opere intellettuali e di letteratura. Amendola è stata docente per molti anni e, come saggista, ha scritto anche Scrittori e scritture dell’Alto Bradano, un saggio che offre 13 profili di poeti, narratori, storici, filologi e studiosi di tradizioni popolari operanti in Basilicata dal 1960 a oggi; come appassionata di antropologia, ha raccolto e pubblicato un libro di fiabe lucane, unico nel suo genere, non esistendone un altro in Basilicata. Il suo impegno si dirige su molti settori nel campo intellettuale. In questo caso ci ha portato alla scoperta di una poetessa notissima, tradotta in tutto il mondo.

 
Anna Santoliquido è nata a Forenza ma vive da molti anni a Bari, dove è stata docente di Lingue e Letterature Straniere e ha collaborato con l’Università. Ha pubblicato molte raccolte di poesie, saggi, articoli, racconti ed è impegnata anche come traduttrice dall’inglese. Ha fondato e presiede il Movimento Internazionale “Donne e Poesia”, giunto al 30° anno di attività, organizzandone i Convegni. Come traduttrice, fa parte delle redazioni di diverse riviste, tra cui «La Vallisa» e «Clic: Donne 2000», giornale delle italiane in Germania. Collabora a varie testate anche on line, tra le quali «Le reti di Dedalus». Opera in associazioni culturali. È membro del Coordinamento della Sezione Nazionale Scrittori e Segretaria per “Puglia e Basilicata”. È responsabile per la Puglia del PEN Club Italia. Dirige laboratori di poesia. Ha svolto stimolazione poetica in istituti di pena. Sue poesie sono state tradotte in moltissime lingue, persino in braille. È componente di giuria di premi letterari in Italia e all’estero. Ha conseguito numerosi riconoscimenti letterari nazionali e internazionali, ultimo la laurea Apollinaris Poetica dall’Università Pontificia Salesiana di Roma, riconoscimento che si attribuisce ai migliori poeti italiani viventi.




Anima mundi è la biografia della Santoliquido, una delle poche condotte su un autore ancora vivente; ma si tratta di una biografia originale. L’autrice, Amendola, ricostruisce, infatti, in maniera critica, la vita e le opere della poetessa in un tutt’uno inestricabile; si tratta cioè di un’analisi delle opere poetiche condotte attraverso gli eventi della sua vita, le circostanze e le occasioni che l’hanno condotta a scrivere versi. «Nel saggio si intrecciano così dati biografici con la dolcezza dell’elegia d’amore, con la dedizione pascoliana agli affetti domestici, con la leopardiana immersione nell’infinito, con lo shakespeariano pathos e il cesello simbolista alla Baudelaire» (Leonardo Pisani).

I temi che la poetessa affronta sono tanti e disparati, a volte riguardano la nostalgia per la sua terra, la Basilicata, altre volte sono di preghiera, altre di tristezza, altre di amarezza o di gioia, ma ogni volta il tono usato è quello della dolcezza, che permea sempre la scrittura femminile e, in particolare, femminile del sud Italia. La sua sensibilità estrema l’ha condotta a scrivere versi per i fatti crudeli del nostro travagliato Novecento e, adesso, degli anni Duemila. Dalle guerre che hanno chiuso il secolo, in Bosnia, a Sarajevo, a quella più sottile che si combatte tutti i giorni sul mar Mediterraneo, con i molti uomini che vi muoiono. «La sua scrittura si fa interprete di temi scottanti e audaci e quando, invitata in Romania per presiedere al concorso di poesia Hesperus, viene a contatto, nella piazza dell’Università di Bucarest, con le croci contrassegnate dalle foto dei giovani caduti per la democrazie e la libertà, non può reprimere l’impulso alla scrittura e compone il poemetto Bucarest in cui denuncia la tirannide di Ceaucescu e il sacrificio dei martiri. I suoi versi si sciolgono in un pianto di pietà e di pathos, per consolare e scuotere, allo stesso tempo, le coscienze» (Rosanna Albergo).

La poesia, per la Santoliquido, è, come dice lei stessa in una sua poesia, come il rovo: nel cogliere le more, che poi ti addolciranno la bocca, ti graffi. La poesia perciò è sempre impegno civile, è una urgenza, sgorga spontaneamente, ti permea, ti avvolge, non puoi far altro che assecondarla. Così nella sua opera troviamo tutte le fasi della sua esistenza, ma anche tutti gli accadimenti che hanno segnato la nostra epoca. «La poesia - dice la Santoliquido - è gioia di vivere, è speranza, è il laboratorio della buona speranza. La poesia si carica dei mali del mondo oltre che della bellezza, è dolore che ti attraversa».

Franca Amendola, attraverso questo testo, originale e magistralmente scritto, ci suggerisce una verità sulla vita, sull’amore, sulla poesia, ossia che ciò «che spinge l’impeto poetico è l’amore come desiderio di conoscenza assoluta, amore come salita».
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